Tav: Hollande con Erri De Luca, ma in Italia “Je suis chi?”

Erri De LucaIstigazione al sabotaggio per sue parole riguardo alla TAV in Val di Susa durante un’intervista all’Huffington Post: questa è l’accusa al centro del processo a Erri De Luca, in cui l’intellettuale è stato denunciato dalla società franco-italiana Lyon-Turin Ferroviaire (Ltf). Lo scrittore e poeta napoletano era stato uno dei “dissidenti” di spicco nei confronti del progetto della costruzione del collegamento per i treni ad alta velocità Torino-Lione che avrebbe distrutto il territorio della Val di Susa. Oltre a Erri De Luca, il supporto agli attivisti NoTav e alla popolazione che ha protestato più volte contro questo “scempio”, si sono uniti altri intellettuali come Gianni Vattimo.

Erri De Luca, che recentemente è stato colpito da un malore a Gaeta, mentre praticava l’arrampicata (una delle sue più grandi passioni) ed è stato portato in codice rosso all’ospedale di Latina, ha ricevuto il supporto di molti intellettuali francesi e, a sorpresa, anche del presidente François Hollande che, interrogato dal comitato francese Pro De Luca, ha deciso di schierarsi pubblicamente con lo scrittore italiano affermando:«Non voglio entrare in vicende giudiziarie, ma ciò che posso fare a nome della Francia è sostenere la libertà d’espressione e di creazione e questo vale anche per gli intellettuali, che non vanno perseguitati per i loro testi» (Per approfondire leggere l’articolo di Repubblica.it).

Quello che adesso bisogna chiedersi è: perché in Italia nessuno si è schierato a favore di Erri De Luca e della libertà d’espressione? Che fine ha fatto il motto “Je suis Charlie” (in questo caso “Je suis Erri“)? Come ben sappiamo nel nostro Paese le ingiustizie si combattono spesso quando ormai non c’è più nulla da fare o soltanto per visibilità istituzionale (e non). La verità è che c’è troppo in ballo e schierarsi con De Luca significherebbe schierarsi contro la TAV. Voltaire diceva: “Non condivido la tua idea, ma darei la vita affinché tu la possa esprimere”, ma ultimamente questa frase ha assunto sempre di più un fine decisamente opportunistico.

Il processo a Erri De Luca finirà probabilmente con una condanna per istigazione al sabotaggio (speriamo di no!), nel silenzio di tutti quelli che soltanto qualche tempo fa, subito dopo l’attentato a Charlie Hebdo, avevano professato la libertà d’espressione davanti un microfono. Di fronte a degli affari così importanti, però, la libertà di manifestazione del pensiero (che dovrebbe essere garantita dall’articolo 21 della nostra Costituzione) non ha più alcun tipo di importanza.

fonte foto: https://reportagedotcom.files.wordpress.com/2015/01/10857238_469025906569898_1452918888142166189_o.jpg

Antonello Ciccarello

Nato e cresciuto in Sicilia, ho avuto da sempre il pallino della scrittura. Laureato nel 2012 in ‘Giornalismo per Uffici Stampa’ presso l’Università degli studi di Palermo e nel 2014 in ‘Giornalismo e Cultura Editoriale’ presso l’Università degli studi di Parma, durante la mia carriera universitaria ho collaborato con alcune testate a taglio generico. Ho deciso di creare questo blog per condividere con il popolo del web i miei pensieri e, anche se non tutti li troveranno condivisibili, spero che queste pagine possano essere uno spunto di riflessione sul mondo e (non solo) sulle sue brutture.

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