Norwegian Wood: diario di un Erasmus nella terra di Munch (parte 16)

ErasmusL’Erasmus stava per entrare nel vivo, io continuavo ad andare a giocare a calcio con i ragazzi conosciuti il giorno in cui andai alla Welcome Week, ma con la mente sempre verso Kringsjå.

Avevo anche cominciato a frequentare più il campus della Oslo Unviersity, a Blindern, rispetto al mio, che conoscevo ben poco a dir la verità. Agosto era appena finito e settembre cominciava sotto un buon segno, dal momento che proprio a Blindern era in programma un mini-concerto organizzato dall’università in cui un gruppo di professori si esibiva di fronte a studenti e a colleghi suonando canzoni dei Pink Floyd. Arrivai all’università piuttosto presto, salii il ponte che dalla metro portava verso l’entrata del campus e, dopo aver fatto una piccola salita, superato la casa dello studente (una piccola casetta a due piani che sembrava tipicamente norvegese dove sarei tornato di lì a poco per chiedere informazioni su un viaggio che non avremmo poi fatto), arrivai davanti la biblioteca, un enorme edificio specchiato dove sarei andato altre volte, per incontrare i miei amici che, a differenza mia, avevano già cominciato a studiare. Dalla biblioteca girai a sinistra e continuai a camminare pensando e ripensando perché solo io ero finito in quell’ex fabbrica dai mattoni in stile vecchia Liverpool, che mi piaceva molto per carità, ma meno frequentata rispetto alla University of Oslo.

Continuai a camminare, superando prima la bella piazzetta in cui era situata al centro una grande fontana con una piccola cascata d’abbellimento e poi un piccolo viale alberato che conduceva ad un’altra piazzetta, dove si sarebbe svolto poi il concerto (anche se al chiuso). Arrivai lì di fronte e trovai soltanto Mirco e Gabriel, il ragazzo canadese con cui avrei passato molti momenti durante il mio Erasmus. Era il 3 settembre, un giorno speciale non soltanto per il concerto che avremmo visto di lì a poco, ma anche perché Milli compiva i suoi 21 anni, in un posto magico. Non ci conoscevamo ancora molto bene, ma le scrissi comunque un messaggio di buon compleanno affettuoso, perché sapevo quell’esperienza ci avrebbe legati sempre di più.

Diario di un Erasmus nella terra di Munch

L’appuntamento era davanti il tendone del concerto e, quando finalmente arrivarono Milli, Eleonora e Attilio ci fermammo ancora un po’ prima di entrare per fare gli auguri alla festeggiata, ma questa, prima che noi tutti potessimo dire una parola, mi guardò e, emozionata per quel messaggio scritto da uno appena conosciuto, disse: “Ti posso abbracciare”? Mi ringraziò per le parole affettuose e poco dopo entrammo. La reazione di Milli mi stupì un po’, non mi aspettavo che il mio messaggio avrebbe avuto quell’effetto, ma ero contento, avevo preso a cuore quel gruppo di ragazzi e sapevo che, con il passare del tempo, l’Erasmus sarebbe andato sempre meglio.

Entrammo e prendemmo una birra, ci godemmo insieme la bella giornata con i Pink Floyd da sottofondo e lo sguardo sempre più emozionato di Milli, ancora incredula di trovarsi a Oslo il giorno del suo compleanno. Quella giornata continuò perfetta così com’era cominciata e la sera ci ritrovammo tutti al lago, con qualche altra birra, la mia chitarra e qualche risata con gli amici canadesi. Anche Gabriel sapeva suonare la chitarra e, poiché io dovevo prendere l’ultimo treno per tornare a casa, lasciai lì la chitarra affinché potessero suonare ancora un po’ per non finire presto la serata, come stavo facendo io.

Per leggere la parte precedente: Norwegian Wood: diario di un Erasmus nella terra di Munch (parte 15)

Antonello Ciccarello
Nato e cresciuto in Sicilia, ho avuto da sempre il pallino della scrittura. Laureato nel 2012 in ‘Giornalismo per Uffici Stampa’ presso l’Università degli studi di Palermo e nel 2014 in ‘Giornalismo e Cultura Editoriale’ presso l’Università degli studi di Parma, durante la mia carriera universitaria ho collaborato con alcune testate a taglio generico. Ho deciso di creare questo blog per condividere con il popolo del web i miei pensieri e, anche se non tutti li troveranno condivisibili, spero che queste pagine possano essere uno spunto di riflessione sul mondo e (non solo) sulle sue brutture.
Please follow and like us:
20

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *