Fontana della Barcaccia: distruggere l’arte in nome di cosa?

Fontana della BarcacciaEra il 18 febbraio 2015, vigilia dell’incontro tra Roma e Feyenoord (squadra di Rotterdam), quella sera si consumava invece un’altro scontro: quello tra le forze dell’ordine italiane e gli hooligans olandesi, che terminò con qualche arresto e con l’irreparabile danneggiamento del patrimonio artistico italiano e mondiale (perché l’arte è del mondo).

I fatti di Roma, hanno dimostrato ancora una volta come il calcio per alcuni non è solo un pallone in un campo d’erbetta, ma una guerriglia contro gli avversari di turno che si consuma dentro gli stadi o, come nel caso di piazza di Spagna, nei luoghi simbolo della città. Vittima innocente di questa devastazione gratuita è stata la fontana della Barcaccia, opera del Bernini datata 1629, da poco ristrutturata (con costi che si sono aggirati intorno ai 200.000€) e che, oltre ad essere diventata una piccola discarica per qualche ora, ha subìto danni irreparabili, ancora più gravi di quelli prodotti dalla Seconda Guerra Mondiale.

Per una volta l’Italia si trova parte lesa (e lesa piuttosto bene!). La condanna da parte dell’Olanda è prontamente arrivata, ma di pagare non se ne parla. Oltre ad alcuni ‘donatori’, anche la FIGC farà la sua parte per il restauro (dove si può) nonostante questa vicenda di calcistico abbia ben poco. La polizia olandese aveva segnalato, circa una settimana prima del match, i 5000 tifosi senza biglietto diretti verso Roma (“i più pericolosi”), ma gli avvertimenti però non si è riusciti ad evitare gli scontri dei tifosi con le forze dell’ordine. Dopo il disastro il sindaco Marino ha subito accusato la questura di aver sottovalutato il problema e il questore Nicolò D’Angelo ha però rispedito le accuse al mittente dichiarando: “Meglio la sporcizia che i morti”.

Oggi la fontana ha ripreso a zampillare, accompagnata dagli applausi dei presenti. Le scuse degli olandesi e la collaborazione nel trovare i colpevoli e far pagare loro i danni sono ben accette, ma questo non risolve del tutto la questione. Il vero problema non sono gli olandesi, ma l’inciviltà e la violenza che regnano in questi ambienti e, purtroppo, quella non ha né nazione né colore calcistico. Ritirare i passaporti agli hooligans è un altro passo avanti nella lotta al vandalismo “in nome del calcio”, ma  di scuse e di passaporti negati la fontana della Barcaccia, purtroppo, non se ne fa nulla.

fonte foto: http://www.askanews.it/upload/images/02_2015/20/roma-150220113203.jpg

Antonello Ciccarello

Nato e cresciuto in Sicilia, ho avuto da sempre il pallino della scrittura. Laureato nel 2012 in ‘Giornalismo per Uffici Stampa’ presso l’Università degli studi di Palermo e nel 2014 in ‘Giornalismo e Cultura Editoriale’ presso l’Università degli studi di Parma, durante la mia carriera universitaria ho collaborato con alcune testate a taglio generico. Ho deciso di creare questo blog per condividere con il popolo del web i miei pensieri e, anche se non tutti li troveranno condivisibili, spero che queste pagine possano essere uno spunto di riflessione sul mondo e (non solo) sulle sue brutture.

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