Falso in bilancio: fatta la legge, trovato l’inganno

falso in bilancioFatta la legge, trovato l’inganno (naturalmente in Italia si trova anche quando la legge non è ancora stata fatta). Sto parlando dell’emendamento sul falso in bilancio e della riforma del ddl anticorruzione (la cui discussione in Senato è slittata di due settimane) proposto dal governo Renzi.

Il disegno di legge (che mantiene solo la distinzione tra le società non quotate e quotate, le cui pene rimangono da 3  a 8 anni di reclusione) prevede l’eliminazione delle soglie di non punibilità, introdotte con la riforma (ad personam) del 2002 del governo Berlusconi e la diminuzione delle pene (attualmente da due a sei anni) da uno a cinque anni di detenzione. Per quanto riguarda invece il ddl anticorruzione, uno dei relatori, Nico D’Ascola (Ncd), ha presentato due emendamenti che rendono più severe le pene per corruzione in atti giudiziari (da quattro a dieci anni di reclusione, si passa da sei a dodici anni) e induzione indebita a dare o promettere utilità (la cui pena, attualmente da quattro a dieci anni di reclusione, passa da sei a dieci anni e sei mesi).

L’inganno (che guarda caso in Italia si riesce sempre a trovare) riguarda le intercettazioni. A questo proposito il governo è venuto in soccorso di tutti quelli che potrebbero essere (e sicuramente verranno) accusati e condannati per falso in bilancio, grazie all’impossibilità da parte dei magistrati di utilizzare le intercettazioni, dal momento che il “minimo sindacale” per aver la possibilità di utilizzarle durante le indagini rimangono i 6 anni di detenzione.

Dai palazzi della politica, dal Movimento 5 Stelle alla frangia dei “dissidenti” del PD, si sono levate quasi subito critiche contro questo il disegno di legge che sembra essere l’ennesimo regalo al mondo dei disonesti: la perdente, in questo gioco di poteri e denaro, alla fine è sempre la parte onesta della popolazione.

Probabilmente il ddl anticorruzione e l’emendamento sul falso in bilancio verranno approvati in tempi rapidissimi e Renzi scriverà l’ennesimo tweet di vittoria qualche secondo dopo (come probabilmente accadrà per la riforma della scuola), ma l’unica cosa su cui credo la popolazione sia d’accordo è che questa è l’ennesima presa in giro che il governo propone ai suoi cittadini a cui non resta altro che stare a guardare.

fonte foto: http://2.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/S_N-yKLUuJI/AAAAAAAALPI/fvIfRAVcEJs/s1600/falso.jpg

Antonello Ciccarello

Nato e cresciuto in Sicilia, ho avuto da sempre il pallino della scrittura. Laureato nel 2012 in ‘Giornalismo per Uffici Stampa’ presso l’Università degli studi di Palermo e nel 2014 in ‘Giornalismo e Cultura Editoriale’ presso l’Università degli studi di Parma, durante la mia carriera universitaria ho collaborato con alcune testate a taglio generico. Ho deciso di creare questo blog per condividere con il popolo del web i miei pensieri e, anche se non tutti li troveranno condivisibili, spero che queste pagine possano essere uno spunto di riflessione sul mondo e (non solo) sulle sue brutture.

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