Airbus Germanwings: “Schettinen” e “Renzie”, perché?

airbus germanwingsLo schianto dell’airbus Germanwings sulle alpi a sud della Francia, avvenuto lo scorso 24 marzo a causa della volontà suicida del co-pilota Adreas Lubitz che, barricandosi da solo dentro la cabina di pilotaggio e modificando le coordinate del pilota automatico, ha portato verso morte altre 149 vittime innocenti (tra cui anche una scolaresca) è stata una tragedia non prevista, ma di cui si continua si parla ancora per cercare di capire fino in fondo quali siano stati i motivi che hanno indotto il pilota 27enne a compiere un gesto tanto drastico.

La depressione del 2009, la separazione dalla fidanzata con cui avrebbe dovuto sposarsi l’anno prossimo, le perquisizioni delle abitazioni e il certificato medico per il congedo dal lavoro per il giorno dello schianto, trovato poi strappato dagli inquirenti nella sua casa a Montabaur, sono i tanti indizi che hanno “confermato” la fredda lucidità con cui Lubitz ha compiuto il folle gesto.

Tra le molteplici notizie che i giornali hanno riportato in questi giorni, però, quelle che hanno attirato la mia attenzione, come penso anche quella di moltissimi altri italiani, sono state l’editoriale di Sallusti “Schettinen“, in prima pagina sul Giornale (e che si ricollega direttamente al tweet della compagna, on. Daniela Santanché, che si chiedeva retoricamente di che nazionalità fossero i piloti dell’ “autobus”) e quello apparso sul blog di Beppe Grillo e intitolato “Un uomo solo al comando #FermiamoRenzie“.

Per quanto riguarda l’editoriale, si tratta di una polemica del direttore del Giornale che vuole rendere “pan per focaccia” ai colleghi del Der Spiegel perché, in occasione della tragedia della Costa Concordia, un articolo a firma di Jan Fleischhauer esordiva con: “Mano sul cuore, ma vi sorprendete che il capitano fosse italiano? Vi potete immaginare che manovre del genere e poi l’abbandono della nave vengano decise da un capitano tedesco o britannico…” (per approfondire cliccare sul link di Repubblica.it). L’occasione di “rivincita” per Sallusti e i suoi era a portata di mano e non se la sono fatta scappare. C’è da dire però che non si tratta di una partita di calcio, ma di due tragedie che hanno messo il mondo sotto shock (per due motivi differenti). Fleischhauer ha sicuramente sbagliato nello scrivere un articolo con quei toni e definire gli italiani “razza inferiore” (la morte di 32 persone non è qualcosa da ridicolizzare con degli stupidi stereotipi) e il Giornale a “rispedire la palla al mittente”, perché di fronte alla morte di innocenti bisogna sempre avere un certo rispetto.

airbus germanwingsL’altro articolo, quello apparso sul blog di Grillo, si spinge ancora più in là e paragona Andreas Lubitz al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che solo al comando sta facendo schiantare l’Italia. Questo è un altro esempio di come Grillo sia molto bravo nel creare situazioni di “autogol”. Non si può prendere una notizia così e rigirarla in modo da renderla un attacco politico, anche se si tratta soltanto di una provocazione (e per questo più risonante se di cattivo gusto), potrebbe finire per rivelarsi un’arma a doppio taglio per il M5S (non credo infatti che sia il tipo di articolo che porterà nuovi voti al movimento di Grillo e Casaleggio).

L’Italia sa sempre trovare il ridicolo in qualsiasi cosa, anche (purtroppo) nelle tragedie come quella dell’airbus Germanwings.

 

fonte foto: http://www.investireoggi.it/attualita/files/2015/03/schettinen.png

http://www.beppegrillo.it/2015/03/un_uomo_solo_al_comando_fermiamorenzie.html

Antonello Ciccarello

Nato e cresciuto in Sicilia, ho avuto da sempre il pallino della scrittura. Laureato nel 2012 in ‘Giornalismo per Uffici Stampa’ presso l’Università degli studi di Palermo e nel 2014 in ‘Giornalismo e Cultura Editoriale’ presso l’Università degli studi di Parma, durante la mia carriera universitaria ho collaborato con alcune testate a taglio generico. Ho deciso di creare questo blog per condividere con il popolo del web i miei pensieri e, anche se non tutti li troveranno condivisibili, spero che queste pagine possano essere uno spunto di riflessione sul mondo e (non solo) sulle sue brutture.

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